| DESCRIZIONE |
Il pelodite punteggiato, conosciuto anche con il nome di "rana prezzemolo", è un piccolo anfibio di circa 5 cm di lunghezza dalla colorazione grigio-verdastra e con un dorso ruvido e ricoperto da macchie di un verde intenso.
I maschi sono leggermente più piccoli delle femmine e si distinguono da esse per la presenza di callosità nuziali di colore scuro sia sul petto che sulle zampe anteriori di cui si servono durante l'accoppiamento quando afferrano la femmina. Altre caratteristiche che distinguono il maschio dalla femmina sono zampe anteriori più robuste e la presenza di due sacchi vocali interni. Questi ultimi sono utilizzati dal maschio per richiamare le femmine nella stagione di riproduzione, essi emettono dei gracidii abbastanza tenui sia furi che dentro l'acqua a cui cui le femmine rispondono con delle vocalizzazioni tipo "kee, kee".
Un'altra caratteristica tipica del pelodite punteggiato è quella di avere la pupilla verticale anzichè orizzontale caratteristica primitiva e presente soltanto in un'altra specie (Pelobates insubricus). |
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| HABITAT e DISTRIBUZIONE |
Il Pelodytes punctatus è un anfibio piuttosto schivo e molto difficile da avvistare al di fuori del periodo riproduttivo in cui vive in fessure di tronchi d'albero, sotto grossi massi o all'interno di muretti a secco e talvolta anche infossato nel terreno. Nel periodo riproduttivo invece i maschi si riuniscono in pozze d'acqua,anche temporanee, in cui attirano le femmine.
In Italia è molto raro, si trova soprattutto in Piemonte (provincie di Alessandria, Asti e Cuneo) ed è stato avvistato anche in alcuni siti in Liguria (provincia di Savona e di Imperia), si trova poi in Francia, Spagna e Portogallo.
Proprio per il suo areale ridotto nel nostro paese è un importante elemento della nostra biodiversità che va tutelato preservando i siti in cui è stato ritrovato.
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| RIPRODUZIONE |
Il pelodite presenta due fasi riproduttive una in primavera e una in autunno in questi periodi i maschi si riuniscono in pozze d'acqua in cui attirano le femmine con i loro gracidii. Nel periodo dell'accoppiamento è facile vedere più maschi attaccati a un'unica femmina e solo chi di loro resisterà più a lungo riuscirà ad accoppiarsi.
L'accoppiamento avviene a livello inguinale altra caratteristica, insieme alle pupille verticali, piuttosto primitiva che rende molto interessante questo anfibio. L'amplesso può durare diverse ore in cui la coppia cerca un sito adatto a deporre le uova, la femmina in una notte può deporre diverse ovature dalla caratteristica forma a manicotto avvolte su fili d'erba o rami sommersi. Le deposizioni possono andare dalle 40 alle 300 uova ma sono state trovate deposizioni anche più numerose.
Nel periodo riproduttivo è possibile che i maschi (molto eccitati) possano tentare di accoppiarsi con qualche malcapitato rospetto di altre specie (per esempio la raganella), sebbene la cosa possa far sorridere, a causa della poderosa stretta del maschio alcune femmine possono addirittura soffocare. |